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# Oltre i soliti social: come funziona il Fediverso (e perché provarlo)
- URL: https://www.cosmonauta.dev/oltre-i-soliti-social-come-funziona-il-fediverso-e-perche-provarlo/
- Published: 2026-08-27T12:57:57.000Z
- Updated: 2026-08-27T12:57:57.000Z
- Description: Esiste un'alternativa valida ai “soliti” social, senza rinunciare a quello che ci serve?
- Author: Sergej
- Tags: social, fediverso, informatica, politica informatica

Tutti noi abbiamo un indirizzo di posta registrato presso un *provider*: @gmail, @yahoo, @tiscali etc. E nonostante usiamo provider diversi, noi possiamo scrivere dal nostro indirizzo @yahoo verso qualsiasi indirizzo @tiscali, per esempio. Questa logica si basa sulla condivisione di strumenti e protocolli (che noi non vediamo), ma che garantiscono questa *interoperabilità*: io registro un indirizzo su un qualsiasi provider e comunico con tutte le altre persone che usano quel servizio (la posta elettronica).

E nel mondo social? Possiamo trovare questa flessibilità? Dal mio account *Facebook* posso mandare un messaggio a un utente di *X*? O da *Youtube* posso seguire un utente di *Instagram*? **No**. Non è possibile perché questi strumenti sono ecosistemi chiusi e obbligano gli utenti a iscriversi alla singola piattaforma.

Se ci pensate è lo stesso motivo per cui i sistemi di messaggistica sono diversi: SMS, Whatsapp, Telegram funzionano allo stesso modo dei social: si comunica solo con chi condivide la stessa piattaforma.

È l'unica soluzione possibile? Esiste un modo di vivere i social in modo aperto, senza finire in quelli che in gergo si chiamano ***walled gardens***, ovvero giardini recintati?

La risposta a questa domanda è: sì, e si chiama ***Fediverso***. Ma prima di spiegare di cosa si tratta, proviamo a spiegare a grandi linee come funzionano i classici social.

### Come normalmente funzionano i social *classici*

I social network più diffusi sono i più classici dei *walled gardens*: se si vuole interagire con la piattaforma è necessario registrarsi e accettare le condizioni d'uso. Spesso i contenuti sono pubblici (i video di Youtube li guardiamo senza doverci registrare) ma se vogliamo commentare, mettere un "mi piace" o rimanere aggiornati sulle nuove pubblicazioni di un utente siamo obbligati a registrarci.

La conseguenza immediata di questo comportamento è che siamo portati ad avere tanti *account* quanti sono i social che vogliamo utilizzare, obbligandoci a moltiplicare la nostra presenza online. E con questo si moltiplicano i nostri dati che viaggiano sul web (ma anche di questo aspetto parleremo in un articolo a parte).

Perché queste piattaforme si comportano così? Il motivo è sostanzialmente **commerciale**. Sappiamo bene che Facebook e simili sono passati da essere strumenti che utilizzavamo per restare in contatto con i nostri *amici* a strumenti in cui siamo bombardati da pubblicità, suggerimenti di contenuti non richiesti, tutto questo per alimentare la nostra presenza, stimolare un dibattito spesso finto e costruito (*perché diamine Facebook mi consiglia post di Futuro Nazionale*? È evidente che l'algoritmo sa come la penso e mi provoca, vuole che interagisca, alimenti il traffico etc).

Tutti questi social conservano ogni *metrica* sui nostri comportamenti: cosa clicchiamo, cosa guardiamo, cosa evitiamo e inevitabilmente ci *profilano*, cioè creano un profilo della nostra persona, da utilizzare a scopi commerciali. Mi sono personalmente stancato di questo comportamento. Continuo ad usarli ma mi sto stancando e sto valutando di uscirne.

Cosa perdo? Perdo i miei *amici*. Le piattaforme che conosciamo sono le più usate, tutte e tutti siamo lì dentro e se vogliamo comunicare, se vogliamo fare conoscere al mondo la nostra imperdibile opinione su qualcosa, dobbiamo farlo lì, altrimenti chi lo vede? Il discorso non fa una piega. 

Esistono strumenti automatizzati (come ***Zapier*** o ***IFTTT***) che permettono di pubblicare lo stesso contenuto su social diversi, ma il discorso non cambia.

Se tutto quello che ho descritto ci sta stretto (e non è detto che sia così) esiste il *Fediverso*. Che non è una roba di fantascienza 👽

### Cosa è e come funziona il *Fediverso*

Fediverso significa più o meno *universo federato*. Torniamo all'esempio iniziale dell'email. Esistono tanti *provider* (Gmail, Yahoo, Tiscali, etc) che forniscono un servizio di posta elettronica. E il nostro indirizzo, ad esempio *sergej@cosmonauta.dev* è raggiungibile da qualunque indirizzo email. Chiunque mi può scrivere, a prescindere dal provider.

Nel Fediverso i provider prendono il nome di **istanze** (prendiamo familiarità col termine, lo useremo ancora, ma magari le chiamerò *nodi* o *server*, per non essere ripetitivo). Io mi registro a una *istanza* del Fediverso, ad esempio il mio indirizzo è *@cosmonauta@mastodon.uno*, dove "cosmonauta" è il mio username e "mastodon.uno" è l'istanza/server in cui mi sono registrato. Questo significa che se andate sull'URL del mio indirizzo (<https://mastodon.uno/@cosmonauta/>) vedete il mio account, i miei post. 

Vi chiederete: *cosa cambia rispetto a un account pubblico di Facebook*? La differenza è che i classici social hanno una sola *istanza*: o ci si registra su facebook.com o non si può interagire con Facebook. Nel Fediverso, invece, le istanze sono multiple e ci sono vari social. E possiamo *seguire* persone che stanno in istanze e servizi diversi rispetto a quelli che usiamo.

Facciamo qualche esempio di piattaforma del Fediverso:

- [**Mastodon**](https://joinmastodon.org/it) 👉 la piattaforma di microblogging. È sostanzialmente l'alternativa a Twitter/X/Facebook
- [**Pixelfed**](https://pixelfed.org/) 👉 pubblicazione foto. L'analogo di Instagram, per intenderci
- [**PeerTube**](https://joinpeertube.org/it) 👉 pubblicazione video. L'analogo di YouTube

Per ogni servizio sono presenti diversi *server/istanze*, che hanno spesso anche un target specifico di utenti. Ad esempio Mastodon.uno è la community italiana di Mastodon più diffusa, ma ce ne sono altre dedicate ad alcuni temi (tech, diritti LGBTQ+), [**qui trovate l'elenco**](https://joinmastodon.org/it/servers).

L'aspetto affascinante del Fediverso è che dal mio account di Mastodon posso seguire un account di Pixelfed. Non mi è necessario creare un account Pixelfed, mi basta usare il mio account Mastodon. E dal mio account posso vedere, commentare, ripubblicare i post di altre sorgenti del Fediverso. Avendo, volendo, un solo account.

Tutto questo grazie allo standard **ActivityPub**, il *motore* del Fediverso, che fa sì che le varie piattaforme e le varie istanze comunichino tra loro e siano, appunto, federate. Un altro aspetto fondamentale è che i server/istanze possono essere aperti in modo libero. Vogliamo creare un'istanza Mastodon che risponda all'indirizzo *mastodon.sardegna.org* per la Sardegna? Si può fare. Ci vuole un server, un po' di questioni tecniche da risolvere, ma si può fare.

Personalmente sto iniziando da poco, di fatto non ho ancora una rete di contatti su Mastodon, ma l'idea è crearla.  
Sembra tutto molto bello, e in effetti lo è, proviamo ad analizzare però i punti forti e i punti deboli, ovviamente dal mio punto di vista. Ma essendo un blog personale, lo darei per scontato 😀

### Cosa mi piace del Fediverso

Il Fediverso ha molti aspetti positivi, sia dal punto di vista tecnico che da quello che a me piace chiamare "politica informatica". Li espongo per punti, cercando di non essere troppo tecnico, non è l'obiettivo di questo post.

- ***Non è centralizzato***  
Non esiste un proprietario, come in Facebook. Ogni istanza è autonoma e gestisce i dati che inseriamo. E che possiamo eliminare in qualsiasi momento. Se chiude la nostra istanza possiamo tranquillamente spostarci su un'altra istanza, conservando i dati importanti.
- ***I contatti sono nostri, non della piattaforma***  
Se mai volessi spostare la mia utenza da @cosmonauta@mastodon.uno a un altro server, potrei portarmi dietro i miei contatti (ovvero le persone che seguo). E le persone che mi seguono saranno informate del mio piccolo o grande trasloco. Quindi nessuna dipendenza dalla piattaforma, anche da questo punto di vista.
- ***Niente algoritmi che decidono al posto mio***  
Già detto: i classici social funzionano in base a logiche **commerciali** e quindi hanno algoritmi che propongono pubblicità, contenuti non richiesti, etc. Nel Fediverso ogni istanza decide come muoversi e tendenzialmente (dirò dopo dell'*eccezione* Threads) non ci sono algoritmi che selezionano i contenuti al posto nostro per tenerci incollati alla piattaforma. Questo significa che quando entro nel mio social, che sia dal web o dall'app mobile, posso navigare i contenuti in tre modi: vedere cosa hanno scritto le persone che seguo, vedere cosa hanno scritto le persone della mia istanza, navigare in base agli *hashtag*. Il tutto in rigoroso ordine cronologico. Nessun contenuto non richiesto, nessuna pubblicità, ***vedo solo ciò che voglio*** e in ordine cronologico, sta a me, se voglio, fare delle liste, dei canali, per filtrare i messaggi.
- **Federazione**  
Lo dice il nome stesso: il Fediverso è *federato*. Se un amico ha un account per pubblicare fotografie su Pixelfed posso seguirlo senza avere un account su Pixelfed, mi basta il mio account Mastodon. Meno utenze, meno password più o meno sicure in giro, più controllo. Sembra poco ma non lo è.
- ***Multi-app***  
Non esiste l'app ufficiale per mobile. Esistono tante app che fanno più o meno la stessa cosa, ma con caratteristiche diverse. È la diretta conseguenza del protocollo aperto: come potete avere tanti programmi di posta elettronica (che si chiamano ***client***), così potete avere tanti client per il Fediverso.

### Cosa c'è da migliorare nel *Fediverso*

In realtà non c'è niente che non mi piaccia nel Fediverso. Ma voglio mettere in evidenza alcuni aspetti.

Il primo è la diffusione. Non ho alcun interesse a nascondere informazioni.  
L'istanza Mastodon.uno, la più popolata in Italia, conta circa 80.000 iscritti.   
Per dare un'idea delle proporzioni, Facebook raggiunge in Italia decine di milioni di utenti, mentre X si muove nell'ordine di alcuni milioni. I numeri variano parecchio a seconda della fonte e soprattutto di cosa si intenda per *utente*.

Resta il fatto che se voglio comunicare con un pubblico italiano, la platea è questa.

Il fatto che non ci sia un'app ufficiale trovo che sia un bene. Ma poi non è detto che le varie app che si trovano facciano decentemente le stesse cose. È forse il prezzo da pagare per non avere un proprietario e comunque parliamo sempre di un mondo che è ancora in crescita.

### L'eccezione: Threads.net

Se fino ad ora abbiamo parlato del Fediverso come di istanze libere etc, esiste un'eccezione importante: ***Threads***.

Threads, per chi non la conoscesse, è la piattaforma di *Meta* (leggi: di Facebook) nata quando c'è stata la grande fuga da Twitter/X. È quindi una piattaforma di *microblogging* legata a Facebook. E fin qui tutto normale e prevedibile: pubblicità, algoritmi, etc.

L'eccezione sta nel fatto che Threads ha deciso di interagire col Fediverso. Threads è di fatto un'istanza del Fediverso come tutte le altre, che ha le sue logiche, le sue policy. Io dal mio account @cosmonauta@mastodon.uno posso seguire un account su @threads.net e viceversa. Non male. Questo significa che il mondo dei grandi social conosce il Fediverso. Resta da capire quanto siano interessati a farne parte, in base alle loro logiche. Teniamo presente che, per fare un esempio, Facebook tende a penalizzare, in termini di visualizzazioni, post che rimandano a link esterni (da qui la pratica di pubblicare un'immagine e poi scrivere "Link nel primo commento!").

Non sono un fan di Meta (per quanto lo usi, ancora), ma il fatto che Threads sia dentro il Fediverso lo vedo come un buon segno.  
Alcune istanze libere, che contestano la politica di Meta e simili, bloccano l'interazione dei loro utenti con account @threads.net, ma questo ricade nel concetto di Fediverso: *ogni istanza può avere le sue policy*, chi ci entra le conosce prima e se le condivide le accetta.

### Che fare?

Chiedo scusa per la citazione quasi blasfema 😒  
Personalmente sto iniziando da poco a usare il Fediverso.  
L'idea mi piace molto, occorre sicuramente abituarsi. E, lo dico per me, occorre disintossicarsi dallo scroll compulsivo, soprattutto quando non sono cose che interessano. Chiariamoci: si può scrollare compulsivamente anche con Mastodon.

Ma passare dai classici social a sistemi aperti non è semplice. I cosiddetti ***walled garden*** sono diffusissimi, facili da gestire e fatti molto bene. Sono quelli dove vivono i social ma anche le piattaforme di messaggistica istantanea. Esistono anche lì spinte verso la decentralizzazione e l'interoperabilità, chissà se ci si arriverà.

Non ho consigli da dare, tanto meno non richiesti. Però uno sguardo al Fediverso io lo darei. Non serve abbandonare i social che già usiamo. È un passaggio che, se dovrà avvenire, avverrà da solo. Basta avere un po’ di curiosità nel provare strumenti diversi e nel cambiare il modo di interagire. Io credo ne valga la pena.

Se vuoi fare un test, lascia pure un commento qui sotto oppure cercami su Mastodon.  
  
Puoi iscriverti da qui: [https://mastodon.uno](https://mastodon.uno/)  
Il mio indirizzo è **@cosmonauta@mastodon.uno**.

PS: anche questo blog è nel Fediverso, l'account è @blog@cosmonauta.dev