Di didattica a distanza, Google, privacy

Di didattica a distanza, Google, privacy

Da settimane nella scuola si parla di didattica a distanza, che nella pratica non può che trasformarsi nel comunicare con alunne ed alunni tramite strumenti  di ogni tipo: smartphone, tablet, computer, Whatsapp, registri elettronici, piattoforme varie (Google Suite, Edmodo, Microsoft Teams, WeSchool e altre).

L'utilizzo di servizi "esterni" mette in primo piano il problema della privacy e del trattamento dei dati che noi docenti e gli studenti inseriscono in queste piattaforme.

Il quadro normativo

Il 26 marzo del 2020 il garante della privacy ha pubblicato una nota, indirizzata al Ministero dell'Istruzione, relativa proprio alla questione della privacy e al trattamento dei dati nella didattica a distanza: https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9300784

In questo breve documento si afferma un principio importante (che lo si condivida o meno): nel momento in cui un'istituzione scolastica decide di utilizzare una piattaforma non è necessario che chieda una liberatoria agli studenti e alle famiglie:

Non deve pertanto essere richiesto agli interessati (docenti, alunni, studenti, genitori) uno specifico consenso al trattamento dei propri dati personali funzionali allo svolgimento dell’attività didattica a distanza, in quanto riconducibile – nonostante tali modalità innovative – alle funzioni istituzionalmente assegnate a scuole ed atenei.

Proseguendo nella lettura del documento vengono specificati altri elementi che dovrebbero (!) guidare le scuole nella scelta di tali piattaforme.

I punti interessanti sono due. Il primo è relativo al fatto che i dati raccolti da tali strumenti devono essere utilizzati esclusivamente ai fini della didattica a distanza:

Le istituzioni scolastiche e universitarie dovranno assicurarsi (anche in base a specifiche previsioni del contratto stipulato con il fornitore dei servizi designato responsabile del trattamento), che i dati trattati per loro conto siano utilizzati solo per la didattica a distanza. Saranno, in tal senso, utili specifiche istruzioni, tra l’altro, sulla conservazione dei dati, sulla cancellazione - al temine del progetto didattico - di quelli non più necessari, nonché sulle procedure di gestione di eventuali violazioni di dati personali.

Ancora, con riferimento al trattamento dei dati degli studenti svolti dalle piattaforme quali responsabili del trattamento stesso, si ricorda che esso deve limitarsi a quanto strettamente necessario per la fornitura dei servizi richiesti ai fini della didattica on line, senza l’effettuazione di operazioni ulteriori, preordinate al perseguimento di finalità proprie del fornitore.

Queste due frasi stanno semplicemente a significare che la piattaforma non può utilizzare i dati che noi inseriamo per altri fini diversi dalla didattica a distanza. Profilare gli utenti è collegato alla dad (didattica a distanza)?

Un altro elemento importante è  il seguente:

E’ peraltro inammissibile il condizionamento, da parte dei gestori delle piattaforme, della fruizione dei servizi di didattica a distanza alla sottoscrizione di un contratto o alla prestazione– da parte dello studente o dei genitori – del consenso al trattamento dei dati connesso alla fornitura di ulteriori servizi on line, non necessari all’attività didattica. Il consenso non sarebbe, infatti, validamente prestato perché, appunto, indebitamente condizionato al perseguimento di finalità ultronee rispetto a quelle proprie della didattica a distanza (art. 7; cons. 43 del Regolamento).

Le piattaforme non possono condizionare l'accesso agli strumenti della didattica a distanza all'accettazione di policy sui dati che prevedano l'uso dei dati non necessario alla dad stessa.

Google Suite for Education

Fatta questa lunga digressione, questo post nasce dalla seguente domanda: ma la famigerata Google Suite for Education che tipo di policy applica ai nostri dati? La G Suite è utilizzatissima nelle scuole: molto comoda, intuitiva. Però se date un'occhiata alle informazioni sulla privacy di Google qualche dubbio viene: https://policies.google.com/privacy

Google, ma questo lo sapevamo già, raccoglie tutti i nostri dati per profilarci, alimentare i propri meccanismi di machine learning e tante altre cose.

La pagina della privacy di Google Suite for Education è più cauta: https://gsuite.google.it/intl/it/terms/education_privacy.html

Notare che però è scritto esplicitamente che la pagina in questione riassume i principali elementi della policy di Google che si applicano anche alla G Suite:

This Notice includes information about our privacy practices that are specific to G Suite for Education and summarizes the most relevant portions of the Google Privacy Policy, which provides additional examples and explanations that may be useful. We hope you will take the time to read this Notice and the Google Privacy Policy, which both apply to G Suite for Education accounts.

Insomma, vale la policy generale di Google definita nel primo link.

La domanda, forse retorica, è: come si coniugano i principi indicati nella nota del garante della privacy con le policy di gestione dei dati di Google?

Altre piattaforme, non c'è solo G Suite

Mi sono concentrato su G Suite perché è forse la piattaforma più diffusa e perché la conosco mediamente bene, non escludo che anche le altre utilizzino policy di questo tipo.

Per curiosità ho letto le regole di privacy di Edmodo, altra piattaforma abbastanza diffusa nel mondo della scuola e che ho usato: devo dire che dichiarano un trattamento dei dati decisamente diverso rispetto a quello di Google: https://go.edmodo.com/privacy-policy/

La situazione che si è venuta a creare potrebbe (dovrebbe?) forse essere l'occasione per mettere al centro della riflessione del mondo della scuola il futuro digitale che personalmente dubito possa essere fermato, sicuramente invece deve essere orientato, passando anche per intervento di educazione digitale, perché sia i nostri studenti che noi molto spesso non siamo consapevoli degli strumenti che utilizziamo.

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