#4 Navigazione incognito: cosa è, cosa non è

#4 Navigazione incognito: cosa è, cosa non è

Tutti i moderni browser permettono di utilizzare la navigazione anonima, incognita e diciture di questo tipo. Vediamo di cosa si tratta e di cosa NON si tratta. Stiamo ovviamente parlando di un argomento legato alla privacy, ma per capire meglio occorre una piccola digressione tecnica.

Anonimato online

Quando siamo connessi ad internet (computer, tablet, smartphone) siamo sempre identificabili (a meno che non usino strumenti di anonimizzazione, ma ne parleremo in futuro. E la modalità "incognito" NON è uno strumento di anonimizzazione). Nel momento in cui il nostro smartphone/tablet si connette a internet tramite la SIM, oppure quando il nostro modem/router si connette, riceve dal provider (Vodafone, Wind, Tiscali, Tim, etc.) un numeretto "magico": l'indirizzo IP.

L'indirizzo IP è un numero tipo xxx.xxx.xxx.xxx che viene associato in modo univoco alla nostra utenza (SIM o abbonamento internet casalingo).

Tutte le operazioni che noi facciamo su internet passano dal nostro provider e sono associate al nostro indirizzo IP.

E i provider (credo per legge) devono tenere dei registri completi di tutto il traffico generato dal nostro IP; questi registri sono essere conservati per un po' di tempo. Quindi in linea teorica il mio provider può sapere quando ho ad esempio pubblicato questo post nel blog.

Non voglio approfondire adesso questo discorso, però per affrontare l'argomento di questo articolo è fondamentale ricordarsi questo concetto:

Se non utilizzamo strumenti di anonimizzazione, il nostro provider, tramite l'indirizzo IP, può sempre sapere cosa facciamo su internet.

Per lo stesso motivo chi possiede un sito internet può sapere quali sono gli indirizzi IP che hanno visitato tale sito.

Cosa è la modalità incognito/anonima

I browser moderni danno sempre la possibilità di aprire finestre o schede in modalità "anonima" (in Firefox "anonima", in Chrome/Chromium "incognito", in Safari "privata"). Da qui in poi mi riferirò genericamente alla modalità anonima.

Questa modalità in qualche modo tutela la nostra privacy solo ed esclusivamente rispetto ad altre persone che potrebbero accedere allo stesso browser.

Quando noi navighiamo normalmente, a meno che non siano prese particolari precauzioni, il browser conserva un sacco di informazioni di quello che abbiamo fatto:

  • conserva nella cronologia lo storico di tutte le pagine viste
  • salva i cookie, che sono piccoli informazioni che i siti impostano, utili (a volte necessari) per la navigazione ma utilizzati anche per la profilazione della nostra navigazione
  • conserva eventuali username e/o password e a volte i dati che noi inseriamo nei moduli online (per esempio quando compiliamo l'indirizzo di spedizione per un acquisto online)

E teniamo presente che i siti mettono insieme questi pezzi di informazioni (in particolare i cookie), per cui ad esempio se noi andiamo su Amazon a cercare lavatrici, è molto probabile che se poi andiamo su Repubblica ci vengano mostrati banner pubblicitari che pubblicizzano lavatrici. E così via..

Non è detto che tutti i browser conservino queste informazioni, ogni browser può essere impostato per avere comportamenti diversi, ma di base poche persone prendono queste precauzioni. Quindi, inventando una statistica, probabilmente il 95% delle persone non le prende :)

Se invece utilizziamo la modalità anonima è come se il browser vivesse in una specie di bolla isolata da tutto il resto. Per cui tutti i dati elencati sopra vengono distrutti una volta che si chiude la finestra del browser.

A questo punto la domanda è: perché utilizzare la modalità anonima del browser?

La risposta è semplice: la utilizziamo quando vogliamo che le informazioni di cui sopra non siano salvate.

Le motivazioni possono essere molteplici. Quella più semplice e immediata è che non vogliamo che altre persone che possono accedere al browser vedano cosa si è visitato. Ma non è l'unico caso.

Utilizzare in  modo abituale la modalità anonima fa sì che si sia in qualche modo meno tracciati, perché i cookie sono sempre cancellati, quindi ogni volta è come se aprissimo il browser per la prima volta.

Molto utile per esempio quando clicchiamo sugli nmila link che ci arrivano nella chat, spesso non sappiamo cosa sono, nel dubbio aprirli in una finestra anonima è una buona pratica (ma è anche buona pratica stare molto attenti a cosa si clicca).

Cosa NON è la modalità anonima

Adesso che abbiamo visto come funziona e in cosa consiste la modalità anonima, ora cerchiamo di capire cosa NON è. E dobbiamo tornare al paragrafo iniziale, quello che parlava del nostro indirizzo IP.

La modalità anonima riguarda esclusivamente ciò che viene salvato nel computer/dispositivo che si sta usando.

Cosa vuole dire questo? Significa che tutte quelle "figure" che stanno oltre il nostro browser non sono minimamente influenzate dalla nostra modalità anonima. E quindi il nostro indirizzo IP è associato a tutto quello che facciamo online.

Questo si traduce nel fatto che, nonostante si usi la modalità anonima:

  • il nostro provider associa il nostro indirizzo IP  a tutto quello che facciamo online
  • ogni sito visitato sa (o può sapere) che tu, o meglio il tu indirizzo IP, ha visitato il sito
  • il tuo datore di lavoro può sapere probabilmente cosa hai visitato

Una nota sull'ultimo punto. La connessione nei luoghi di lavoro passa in genere attraverso proxy o altri sistemi da cui passa tutto il traffico internet e che "vedono" cosa si sta facendo, o comunque possono controllare. Questo spiega perché ad esempio capita di sentire che in certi uffici blocchino l'accesso a certi siti, tipo Facebook o YouTube. Come fanno? Semplicemente mettono un "filtro" nel proxy (o quello che è) sul raggiungimento di certi indirizzi.
Ma magari si condivide la scrivania con colleghe/colleghi e quindi si ha la legittima esigenza di evitare che rimanga traccia di cosa si è fatto: ecco, la modalità anonima in questo caso è sicuramente opportuna.

Conclusione

Adesso che sappiamo cosa è e cosa NON è la navigazione "anonima", abbiamo gli strumenti  per scegliere se e quando utilizzarla.

Una cosa deve essere chiara: i browser possono essere impostati, anche senza ulteriori plugin, per rispettare meglio la nostra privacy. E a volte ci sono estensoni/plugin per i browser che ci aiutano in questo, ma anche di questo si parlerà in un secondo momento. Anche in questo caso entra in gioco la nostra consapevolezza e la nostro volontà di seguire certe pratiche oppure no.

La navigazione anonima non è segno che si sta facendo qualcosa di illegale/inopportuno. È un modo per difendere la nostra privacy, perché in fondo alle altre persone non è detto che debba interessare che siti abbiamo visto. Come già detto, il principio base della tutela della privacy è la consapevolezza. Dobbiamo essere noi a decidere, nei limiti del possibile, cosa deve rimanere privato e cosa invece no.

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